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Castel dell’Ovo di Napoli | Lo sapevi che?

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Il castello sorge sull’antico isolotto di Megaride costituito da due scogli uniti da un arcone. Nel VII sec. a.C. sbarcarono i Cumani che fondarono la città di Partenope sul retrostante Monte Echia.

Lucio Lucullo, vincitore del re Mitridate, acerrimo nemico di Roma, nel I sec. a. C. fece costruire la sua sontuosa villa che si estendeva fino a piazza Municipio, sono rinvenuti resti anche negli scavi del Maschio Angioino.

Plinio afferma che Lucullo tagliò il monte Echia con una spesa maggiore di quanto costò la villa stessa. Plutarco esalta la la grandiosità di questa villa, arricchita da opere d’arte. Secondo il Mitrovic, questo materiale era custodito ai tempi di Federico II di Svevia che formò nel Castel dell’ovo il primo museo archeologico napoletano.

Catone censurò le famose cene e banchetti. Alla sua morte le eredi passarono al figlio anche lui di nome Lucullo, dopo aver preso le parti di Bruto e Cassio, morì nella giornata di Filippi. Le ville passarono dunque al fisco imperiale e rimasero completamente abbandonati.

In seguito la villa venne trasformata in castello e l’imperatore Valentiniano ne completò le fortificazioni. La storia di Roma finisce proprio in questo castello dove fu deposto l’ultimo imperatore d’occidente Romolo Augusto.

Quando nel V sec d.C. l’abate Marciano trasferì il corpo di San Severino da Montefeltro a Napoli sul castrum lucullanum fu istituito un cenobio, furono istituite due scuole calligrafiche. Nel VII sec. sorse una basilica dedicata al Salvatore con annesso monastero ove i monaci greci vivevano in celle separate.

Qui si ritirò anche Santa Patrizia e visse da eremita. Nel 1140 con Ruggero I il Normanno tutto il complesso appariva ancora nella sua primitiva bellezza. Radicali modifiche furono effettuate con Carlo I d’Angiò e nel periodo del viceregno spagnolo fu esplosa una mina che provocò danni sia al monte Echia che al castello.

La storia continua…vuoi saperne di più? Lasciati guidare.

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