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Oinochoe di bucchero al MAC – Museo Archeologico di Carife

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Durante le campagne di scavo condotte tra il 1981 e il 1990 nei siti archeologici si Castelbaronia e Carife, in provincia di Avellino sono stati recuperati numerosi reperti appartenenti ai corredi funerari sannitici e romani.

Nel 2018 in occasione dell allestimento del Museo Archeologico della civiltà preromana della Baronia di Carife, si è effettuato un intervento di restauro, condotto dalla ditta Artes – Restauri e Servizi per l’ Arte in collaborazione con la Soprintendenza archeologica di Avellino.

Fra i vari reperti troviamo un oinochoe di bucchero, un contenitore che veniva utilizzato per versare il vino, risalente al VI secolo a. C. ritrovato nel sito di Castelbaronia località Serra di Marco.

Il Bucchero è una ceramica di produzione etrusca composta da argille a grana fine e ricche di ferro. Il termine deriva dal casigliano “bucaro” con il quale si definirono alcuni vasi provenienti dall’ America meridionale più o meno nello stesso periodo dei primi ritrovamenti nei siti archeologici etruschi.

Si presenta fragile e porosa, di colore nero o grigio scuro resa lucida attraverso la chiusura dei pori in superficie mediane l’ ausilio di una stecca in fase di asciugatura all’aria.

La colorazione tipica si otteneva mediane una cottura particolare effettuata in ambiente ridotto, cioè in mancanza di ossigeno. Attraverso le reazioni chimiche sviluppatesi in questo ambiente particolare, l’ossido ferrico si trasforma in ossido ferroso.

Reperto durante le fasi del restauro – tomba 2 – Castel Baronia – n° inv. 112015

http://www.museocarife.it/default.aspx

http://www.museocarife.it/videogallery.aspx

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