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SPACCANAPOLI: COSA VEDERE

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La strada che “spacca in due” la città

Iniziamo il nostro tour dall’alto, precisamente dal Belvedere di San Martino, dove è possibile ammirare la città dall’alto. Tra le cupole, i colori delle case, le piazze e i vicoli, si vede in maniera chiara un’arteria che divide in due la città

Dalla collina del Vomero al mercato della Pignasecca

Per arrivare alla nota strada, percorriamo le scale della Pedamentina e arriviamo a via Pasquale Scura nei Quartieri Spagnoli. Soffermiamoci qualche minuto sulle scale della chiesa di Santa Maria ad Ogni Bene dei Sette Dolori  dove possiamo ammirare  la veduta chiamata del belvedere.  Inoltriamoci allora nel mercato della Pignasecca dove a farne padrona sono gli odori del cibo di strada e del bucato.

Incrociamo via Toledo fino al Palazzo Carafa di Maddaloni, uno dei tanti meravigliosi palazzi monumentali che si trovano lungo il percorso.

Da una piazza all’altra

Piazza del Gesù

Piazza del Gesù con la sua guglia dell’Immacolata, i palazzi e la celebre chiesa. Il Palazzo Pandola ha fatto da set per diversi film tra cui Pacco, doppio pacco e contropaccotto di Nanni Loy e L’oro di Napoli e Matrimonio all’italiana di Vittorio De Sica. Anche se non si può entrare nelle case, basta guardare dal basso il balcone del palazzo dove si affacciarono durante il film Sofia Loren e Vittorio de Sica.

La chiesa del Gesù Nuovo presenta una facciata singolare simile al Palazzo dei Diamanti di Ferrara. Il colore sobrio del bugnato si contrappone ai colori sgargianti dei marmi e delle pitture dell’interno. La chiesa è meta anche del pellegrinaggio dei fedeli e non, che vanno a visitare la tomba del medico Giuseppe Moscati, canonizzato da Papa Giovanni Paolo II.

Altro gioiello è la Basilica di Santa Chiara con il suo chiostro maiolicato. Ospita le tombe degli angioini e dei Borbone. Il suo chiostro con le “riggiole” napoletane e le terme di epoca romana. Un unico luogo dove respirare storia, arte e cultura. Un luogo immortalato anche in una delle più note canzoni napoletane: munaster ‘e santa Chiara.

Ancora oggi è il simbolo della rinascita dopo la seconda guerra mondiale. Gran parte della basilica è stata distrutta durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, ricostruita in 10 anni.

Chiostro di Santa Chiara
Piazza San Domenico

Ma sapete che il nome spaccanapoli non è il vero nome della strada? Una via con più nomi: il primo tratto che incrociamo dopo piazza del Gesù è la via Benedetto Croce.  Nome del celebre filosofo che visse nel Palazzo Filomarino che si può ammirare lungo la strada. Merita una visita anche il palazzo Venezia dove si può ammirare il giardino pensile. Dopo pochi passi si arriva a Piazza San Domenico. Un altro luogo unico, dove è ancora oggi possibile vedere la cella di San Tommaso D’Aquino e la tavola dipinta duecentesca con la quale vide Cristo. Qui passarnono anche Giordano Bruno e Tommaso Campanella.

Ricordiamo che nella chiesa c’era anche un’opera di Caravaggio, La Flagellazione e l‘Annunciazione di Tiziano, entrambe oggi sono al Museo di Capodimonte.

La piazza è caratterizzata anche dalla guglia, costruita lì dove un giorno sorgeva uno degli ingressi alla città greco-romana.

Basilica di San Domenico Maggiore
Piazzetta Nilo

A pochi passi si trova un altro gioiello, meno noto ai più, la Chiesa di Sant’Angelo a Nilo, dove è presente anche un’opera di Donatello. Nilo è il nome della scultura che si trova poco più avanti. Un tempo questo luogo era abitato dagli alessandrini e la statua ricordava l’antico Egitto. La testa della Sfinge è stata ricollocata solo nel 2014 e grazie anche al contributo dei commercianti. Durante i lavori di restauro, lo slogan pubblicitario era: mettiamo la testa a posto

Statua del Nilo
Botteghe e antichi mestieri

Stessa via altro nome: San Biagio dei Librai con l’antico Palazzo Diomede Carafa, il suo antico portone ancora in situ, Palazzo Marigliano, con il suo cortile e la scala a doppia rampa.  Qui è presente una bottega speciale: l’ ospedale delle bambole, un luogo dove ci si prende cura delle bambole di grandi e piccini.

La strada incrocia anche Via San Gregorio Armeno, dove è Natale tutto l’anno, la strada è famosa in tutto il mondo per le botteghe di arte presepiale.  Alla fine di Via San Biagio dei Librai incrociamo via Duomo e poi Piazzetta Forcella, dove si può ammirare il volto di San Gennaro del famoso street artist Jorit e la chiesa di San Giorgio, nella quale è possibile vedere l’ affresco di San Giorgio che uccide il Drago  di Aniello Falcone, nascosto sotto il quadro di Alessio D’Elia.

Forcella e il cippo

Arriviamo nell’ultimo tratto di spaccanapoli: via Giudecca Vecchia. Forcella è un quartiere autentico, qui sono sempre presenti i vestiti stesi ad asciugare nei vicoli come festoni colorati. Ha fatto da set per il film Ieri, oggi e domani di Vittorio De Sica. Di fronte al Teatro Trianon, si trova l’antichissimo Cippo a Forcella, antiche pietre appartenenti ad un’antica porta muraria di Neapolis. Da qui l’espressione napoletana “Sta’ cosa s’arricorda ‘o Cipp’ à Furcella“, indica una cosa molto vecchia.

Qui finiamo il nostro tour a Spaccanapoli “cuore di questa Babele della storia”, come Nievo definiva Napoli.

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